I Livelli Neuro-Logici

Parlando di Programmazione NeuroLinguistica si incorre spesso nell’argomento dei “livelli logici” di Robert Dilts.

Chi mi conosce bene sa quanto sia affezionato alla PNL

e sa che tra i vari autori ci sono quelli che preferisco e quelli che proprio non sopporto.

Robert Dilts è uno di questi!

Non ho mai capito se è perchè lo invidio per la sua assoluta competenza o se è una sensazione epidermica, so solo che quando penso a lui comincio a dirmi: 

“Umh, no dai! Uffa, è troppo difficile quello che scrive!”

Ovviamente questo non ferma quella mia inarrestabile voglia di sapere, supportata dalla inesauribile curiosità.

E allora oggi vi parlerò proprio di lui (Robert Dilts) e di quelli che chiama Livelli Logici.

Siccome è un argomento abbastanza ostico, cercherò come al mio solito di semplificarlo rendendolo più fruibile possibile a tutti quanti.

Ma cominciamo subito col presentare l’autore:

Robert Dilts

Nato nel marzo del 1955, è uno dei maggiori autori mondiali in tema di PNL fin dagli albori di questa disciplina nel 1975 . Ha studiato all’università californiana di Santa Cruz laureandosi nel “79.  Per molto tempo è stato prima studente e poi collega di Richard Bandler e John Grinder (ideatori della PNL) e ha studiato personalmente con Milton Erickson e Gregory Bateson.

…e non solo, è un filosofo e linguista molto bravo, spesso viene ricordato per l’argomento “Sleight of Mouth“. 

Per quanto riguarda l’argomento di oggi  invece, e cioè i LIVELLI LOGICI comincio con il dirvi che ha scritto un bel pò di libri a riguardo.

Mi sento di consigliarvi, tanto per cominciare, Il Potere delle Parole e della PNL.




Vi ho voluto mettere la foto della copertina perchè con lo stesso titolo si trova anche il suo seguito che è questo…    LINK

I livelli logici o neuro-logici hanno a che fare con la ripartizione di nostre componenti (convinzioni, identità, comportamento, valori etc.) legate a contesti linguistici precisi, secondo Dilts.

Poter comprendere quello che sta dietro a questa “idea” ci permette di intraprendere con maggior accuratezza domande e asserzioni.

Ma entriamo nel vivo del discorso:


Come potete vedere i livelli vengono suddivisi in una rappresentazione piramidale, 

dall’alto al basso,dal più importante al meno rilevante.

I livelli si relazionano fra loro in quanto quelli che stanno più in alto possono condizionare quelli più bassi.

L’esempio classico è l’azienda nella sua totale organizzazione: se ai livelli alti qualcosa cambia, sicuramente anche gli operai risentiranno del cambiamento. Mentre quando il cambiamento si ha ai livelli bassi (gli operai),non determina un altrettanto cambiamento nei “manager” o nella direzione aziendale.

I neofiti saranno un pò sorpresi dell’accostamento “essere umano-azienda” ma del resto nella Pnl spesso si fanno di questi paralleli. Come a dire che il nostro sistema di vita interno-esterno è composto di molte parti e spesso sono associabili a piccole porzioni di una azienda che lavora per noi che siamo i Boss ^_^

Dall’alto al basso troviamo: la Spiritualità, l’Identità, le Convinzioni ed i Valori, le Capacità, il Comportamento, l’Ambiente.

Ora, partendo proprio dall’ultimo, secondo Dilts “l’Ambiente determina le opportunità e i vincoli a cui reagiamo”.

un pò come dire che a seconda di dove siamo abbiamo più o meno opportunità di trovare quello che stiamo cercando. Avete presente il detto “chi dorme non piglia i pesci?” Ecco, per prendere pesci bisogna andare al lago o al fiume o al mare o dal pescivendolo, se proprio non sapete pescare. 

Questo è il primo livello logico e corrisponde appunto a domande tipo: DOVE? QUANDO?

Il secondo livello fa riferimento al COMPORTAMENTO: un comportamento è costituito da azioni e reazioni dettate dall’ambiente in cui siamo. Per esempio, se siamo a letto dormiamo o ci riposiamo o…(va beh avete capito  ^_^ )

Se siamo in piscina ci facciamo un bagno o prendiamo il sole. Se siamo i discoteca balliamo o stringiamo rapporti e così via…

A seconda di dove siamo abbiamo delle opportunità e quindi mettiamo in atto delle azioni/reazioni consone.

Questo livello risponde a domande tipo: CHE COSA? 

Andando ancora più su troviamo il livello delle CAPACITA’: le capacità guidano le azioni ed i comportamenti attraverso la nostra mappa del territorio o le nostre strategie. Un po’ come dire che a seconda delle proprie capacità, ognuno di noi reagisce in modo diverso. Le capacità ci distinguono non solo a livello psicologico ma anche a livello fisico. Pensate ad un attore che si trovi minacciato da dei “bulli”, con molta probabilità metterà in atto le sue capacità di attore e cercherà di interagire con loro verbalizzando, di modo da non essere succube delle loro angherie. E ora pensate la stessa situazione ma mettete al centro delle minacce dei “bulli” un pugile….

Credete che parli o che usi le mani per farsi capire? eheheheh

Ognuno di noi ha delle predisposizioni che arricchisce durante il percorso della propria vita, diventando così capaci di far qualcosa piuttosto che qualcos’altro, questo influisce sui comportamenti e sull’ambiente. 

Questo livello risponde a domande tipo: COME? 

Cominciate a capire come funzionano i livelli logici? Bene, andiamo avanti!!! 

Il quarto livello è quello delle CONVINZIONI e VALORI: questi forniscono rinforzo e motivazione alle nostre capacità e di conseguenza ai nostri comportamenti. Se per esempio, il mio valore principale è la ricchezza, metterò in atto tutte quelle capacità che mi faranno comportare in modo da ottenere ricchezza e magari frequenterò anche ambienti costosi. Se la mia convinzione sulla mascolinità sarà che bisogna essere rudi, allora sarò motivato a dirigere i miei comportamenti in quel senso, e sarò spinto verso ambienti che mi permettano di trovarne corrispondenza.

Questo livello corrisponde a domande tipo: PERCHE’? 

Bene, adesso stiamo arrivando alla vetta della piramide e troviamo il livello dell’IDENTITA’: 

la nostra identità determina lo scopo della nostra “missione”, plasmando i nostri valori e convinzioni attraverso il senso del sé.

Sull’identità si potrebbero dire davvero mille cose, cercando di stare più aderenti al nostro argomento, si potrebbe pensare all’identità come l’immagine che abbiamo di noi stessi. 

seconda di come la “vediamo” questa immagine  e  la collochiamo in un ambiente piuttosto che un altro, agiremo in modo che sposi le capacità che gli attribuiamo e ricalchi i valori che ha, formando la nostra identità.

I cambiamenti a livello dell’identità cambiano tutti gli altri livelli quali: convinzioni e valori, capacità e comportamento (…e su questo si basa anche il “modellamento” della PNL). 

Provate a immaginare quando, dopo tanto tempo che non c’eravate stati, tornate nel paese d’origine di quando eravate bambini. Come vi sentite? potrebbe essere che vi sentiate di nuovo piccoli e che proviate nuovamente quei valori di spontaneità che avevate allora. Potrebbe essere che addirittura abbiate un moto di “regressione” e che cominciate a saltellare proprio come facevate molti anni prima. Potreste anche sorprendervi nel provare a giocare con una palla, proprio come facevate allora, e di constatare di riuscirci.

Il livello dell’identità risponde a domande del tipo: CHI? 

Ed eccoci arrivati alla vetta della piramide.

Il sesto livello è rappresentato dalla SPIRITUALITA’: ha a che fare con l’ “Essere”. Siamo più di individui o facenti parte di una comunità. Questo livello è complesso da spiegare proprio perchè non ha a che fare con quello che ci appartiene da un punto di vista materiale o terreno. 

Piuttosto, questo livello, appartiene ad una sfera di energia invisibile che risponde a domande del tipo: PER CHI? PER CHE COSA?

Abbiamo accesso a questo livello diverse volte al giorno benché non ce ne rendiamo conto.

Qualcuno fa riferimento a questa parte di noi con il termine di Anima, altri con Inconscio, altri ancora con energia aurica etc. non mi voglio perdere nei termini.

Robert Dilts ha chiamato questo livello “BEYOND”, tradotto poi in italiano con spiritualità ma a parer mio il termine non rende giustizia.

Infatti “beyond” in inglese significa “oltre” , proprio come a voler sottolineare ciò che non è raggiungibile con le parole o con la nostra parte conscia/consapevole. (fra l’altro significa anche “al di là”)

Un altro modo di identificare il  sesto livello è con “la ragione della nostra vita” oppure “gli obbiettivi della vita”.

Insomma immaginatevi una vostra parte adibita ad uno scopo ultimo, quello di vivere questa vita per un motivo o l’altro, e pensate a quel motivo proprio come il sesto livello “beyond”. 

L’utilizzo di questi livelli logici permette di apportare cambiamenti mirati a parti precise di noi, senza che debbano essere cambiate altre strutture superiori.

Oppure si possono cambiare strutture superiori, consci che si presenteranno assestamenti anche nei livelli più bassi.

Oltre a questo Dilts fa notare come si possa usare questo schema di pensiero per poter, attraverso la linguistica, portare un discorso da un livello basso ad uno alto e viceversa.

Una sorta di chunk-up/chunk-down ma con valenze diverse e più sensibilmente personali. 

Avete fatto caso che per ogni livello ho messo delle domande di riferimento?…son sicuro di sì!

Ok, per i più sbadati le riscrivo qui sotto tutte in fila:


6) Spiritualità: Per chi? Per che cosa?


5) Identità: Chi?


4) Convinzioni/Valori: Perchè?


3) Capacità: Come?


2) Comportamenti: Che cosa?


1) Ambiente: Dove? Quando?

Attraverso l’uso di queste domande possiamo spostare l’attenzione del nostro interlocutore da un livello all’altro in modo, per esempio, da “rincorniciare” il suo attuale vissuto, stato d’animo o esperienza del mondo (mappa del territorio).

Però, possiamo anche utilizzare queste specifiche domande per noi stessi come strumenti per una buona centratura. 

-Per esempio partite dalla domanda “chi?”, chiedetevi chi siete, se vi conoscete, prendetevi del tempo per rifletterci potreste scoprire molto di voi. Spesso non abbiamo tempo per chiedercelo e diamo per scontate troppe cose nella vita.

-La seconda domanda “perché?” : Perchè faccio quello che faccio? Perchè mi comporto così?

Perchè penso quello che penso?

Questo crea o destabilizza le nostre convinzioni (potenzianti/depotenzianti), ci motiva, ci permette di essere più consapevoli dei nostri valori guida.

-E ancora “Come?”: come farò a fare quella o questa cosa? Come mi sentirò dopo esserci riuscito? Come posso migliorare? etc. Questo mette in luce le nostre capacità.

la domanda “che cosa?”: che cosa posso cambiare che non va? Che cosa sto facendo che mi appassiona? Che cosa succede quando…? Mette in moto un insieme di comportamenti.

-Le domande “dove?” “quando?”: dove posso praticare quello sport che voglio fare? Quando ho del tempo da dedicare a me? Quand’è il momento migliore per…? Connette con l’ambiente in cui viviamo.

 

Avevo premesso all’inizio della pagina che l’argomento è un pò ostico e spero di essere riuscito a fare un pò di luce.

Ovviamente il discorso non terminerebbe qui, ci sarebbero da dire moltissime cose ma diciamo che per oggi è più che sufficiente.

Esorto, come al mio solito, ad approfondire e ad avere una vostra opinione dell’argomento che ho trattato e per questo vi fornisco questo link dove potrete trovare molti dei libri scritti da Robert Dilts:

http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_robert_dilts.php

Mi auguro di avervi appassionato ed incuriosito con questo argomento.

Vi ricordo che se volete potete lasciarmi un commento o farmi delle domande, saranno fonte di nuovi stimoli!

Un abbraccione a tutti quanti  

Caru 

 

PS: ovviamente all’inizio dell’articolo ho scherzato un pò sul fatto che non sopporto Ditls e per rendere giustizia a questo grandissimo personaggio, qui sotto vi metto un link di una sua intervista, fatta subito dopo un seminario sul carisma, nella mia bella città!

…buona visione!  ……..itnervista a ROBERT DILTS………

 

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